Maria negativa



Naturalmente non nel senso che la nostra Maria coltivi pensieri negativi, ma in quello di negativo fotografico di Gesù


E’ così bella la Mamma nel perenne raccoglimento in cui il Vangelo ce la mostra: “Serbava tutte queste cose nel suo cuore." Quel silenzio pieno ha un fascino per l’anima che ama. Come potrei vivere io Maria nel suo mistico silenzio quando la nostra vocazione è a volte parlare per evangelizzare, sempre allo sbaraglio in tutti i luoghi ricchi e poveri, dalle cantine alle strade, alle scuole, ovunque? Anche la Mamma, ha parlato. E ha dato Gesù. Nessuno mai al mondo fu apostolo più grande. Nessuno ebbe mai parola come Lei che diede il Verbo. La Mamma è veramente e meritatamente Regina degli Apostoli. E Lei tacque. Tacque perché in due non potevano parlare. Sempre la parola ha da poggiare su un silenzio, come un dipinto sullo sfondo. Tacque perché creatura. Perché il nulla non parla. Ma su quel nulla parlò Gesù e disse: Se stesso. Iddio, Creatore e Tutto, parlò della creatura. Come allora vivere Maria, come profumare la mia vita del suo fascino? Facendo tacere la creatura in me, e su questo silenzio lasciando parlare lo Spirito del Signore. Così vivo Maria e vivo Gesù. Vivo Gesù su Maria. Vivo Gesù vivendo Maria. (Chiara Lubich, 13/10/1949)

Lei tacque, eppure di nessun altro argomento abbiamo faticato a selezionare materiale, quanto su Maria nell'Ideale dei Focolari. La materia è talmente vasta che potremmo dedicarle un blog a parte, e quindi abbiamo deciso di linkare una serie di testi integrali, inserendo lì i nostri commenti. Si capisce, allora, perché il vero nome dei Focolari sia "Opera di Maria", anche se, dall'esterno, il culto mariano non è percepito come centrale nella filosofia focolarina; così come non lo è nei grandi movimenti di massa (gen, giovani per un mondo unito, umanità nuova...) nei quali prevale il riferimento al Vangelo di Gesù e ad un generico concetto di "Amore" proveniente da Dio. Maria vuole rimanere nell'ombra, come si sarà già capito. 

Abbiamo deciso di esordire con questa celebre (tra gli spiriti eletti) meditazione che risale al periodo successivo al Paradiso '49. Queste rivelazioni autunnali sono ancora nell'onda dell'esperienza mistica straordinaria, o sono le sue prime rielaborazioni a freddo, magari con la consulenza di qualcuno? Rimane un mistero, anche se i toni sono evidentemente gli stessi, concitati e ricchi di salti logici, del testo del Paradiso. 
L'abbiamo scelta perché, a nostro avviso, è il condensato di tutto il messaggio di Chiara Lubich su Maria:
- La riduzione del concetto di Verbo-Logos a "Parola", intesa prevalentemente come "comunicazione". In questo si vede, più che mai, il gurutismo della Lubich, e la sua capacità di ridurre tutto a messaggi semplici e superficiali.
- La concezione di un femminile molto tradizionale, che tende a scomparire dietro al maschile non per sopraffazione, ma per scelta personale. Una sorta di "dietro ad un grande uomo c'è una grande donna".
- Il nichilismo nella dimensione materiale: Maria è creazione/creatura, e quindi di conseguenza, "nulla". 
- L'identificazione di se stessa con Maria.

Ed è proprio su quest'ultimo punto che molti la staranno attendendo al varco: la celebrazione di Maria è, di fatto, un'autoagiografia? Il culto focolarino della Vergine è criptolubichiano, una continua celebrazione dell'eccezionale figura della cara leader? Come potrete immaginare, le cose non sono così semplici. Di sicuro, sulla base dei testi è possibile dire che, anche nel caso di Maria, come in quello di Chiara Lubich, la ricerca di una visione grandiosa fa perdere l'aderenza con la realtà di una vita di fede plausibile.

Come sempre, tornare alla radice significa rileggere il testo originale del "Paradiso '49". Dalla consueta edizione del 1964 abbiamo estrapolato i brani che riguardano specificatamente la descrizione di Maria. 
Anche stavolta ci sarà qualche non appartenente alla community dei paradisiologi che non ne può più prima di incominciare, anche perché ha già capito quale sarà il tenore del testo.

Sarà questo, ovviamente:

Dobbiamo essere la Desolata viva che rinuncia al Figlio che è Padre e Fratello e  tutto per Lei, per il Gesù da edificare negli altri. E' per Lei l'abbandono di Dio. Ma  guai se non l'avesse fatto!! Il suo stesso Fiat dell'Incarnazione sarebbe valso a nulla perchè Ella avrebbe  impedito la Redenzione. Il Sangue di Gesù che è lo Spirito Santo (Sangue di Dio) non  sarebbe passato ai fratelli. Tutta l'opera di Gesù dipese da Maria. 


Ricordo d'aver guardato la Mamma per la prima volta collo sguardo di figlia, ma d'una figlia che la terra non conosce, d'una figlia che vede se stessa (in tutta verità) nella Madre e ricordo d'aver sentito quanto poteva passare pel Cuore della Madre vedendo se stessa in me. E questo ricordo mi fa piangere tuttora.
Fra Gesù e Maria non c'era altra differenza di quella fra positivo e negativo come l'intendiamo noi. Ella era l'ombra della sua Luce, uguale alla Luce perchè Madre della Luce, generatrice della Luce: Sede della Sapienza. La Mamma di Gesù è degna del Padre di Gesù.

Ed ecco chiarita l'immedesimazione: Chiara, in quest'altra corrente di misticismo, non ha preso le carni mariane, ma è una "figlia" di Maria. E siccome si sa, il figlio/a è identico/a al genitore, in piccolo... Come dite, non vi risulta proprio? Siete genitori troppo poco possessivi, la Lubich non concepisce di generare un "altro da sé". Ritornando al dunque: come sua figlia che "la terra non conosce", Chiara è una piccola Maria. Conoscere l'una significa apprendere come sia l'altra. 




Dopo il video e la canzone, la situazione è chiarissima: Maria è un principio, non una persona (o nemmeno Persona): è la quiete dopo la tempesta, l'armonia interiore, l'acqua cristallina che sgorga dalla roccia di montagna... Insomma, è una serie di suggestioni, dove di pensiero teologico non rimane quasi più nulla e a far presa sono le emozioni. 

MARIA SUGGESTIVA



MARIA FIORE DELL’UMANITA’
L’Antico e il Nuovo Testamento formano un solo albero. La fioritura avvenne nella pienezza dei tempi. E l’unico fiore era Maria. Il frutto che ne seguì fu Gesù. Anche l’albero dell’umanità era stato creato ad immagine di Dio. Nella pienezza dei tempi, alla fioritura, avvenne l’unità fra Cielo e terra e lo Spirito Santo sposò Maria. Abbiamo dunque un solo fiore: Maria. Ed un solo frutto: Gesù. Ma Maria, seppure una, è la sintesi della creazione intera al culmine della sua bellezza, quando si presenta come sposa al suo Creatore. […] Maria è il fiore fiorito sull’albero dell’umanità nato da Dio che creò il primo seme in Adamo. È Figlia di Dio suo Figlio. Guardando una piantina di geranio, che s’apriva in un fiore rosso, mi domandavo e le domandavo: «Perché fiorisci in rosso? Perché dal verde cambi in rosso?» Mi sembrava una cosa così strana! Oggi ho capito che tutta l’umanità fiorisce in Maria. Maria è il Fiore dell’umanità. Ella, l’Immacolata, è il Fiore della Maculata. L’umanità peccatrice è fiorita in Maria, la tutta bella! E, come il fiore rosso è grato alla piantina verde con le radici e il concime che la fece fiorire, così Maria è, perché vi fummo noi peccatori, che costringemmo Dio a pensare a Maria. Noi dobbiamo a Lei la salvezza, Ella la vita sua a noi. (Chiara Lubich, Maria trasparenza di Dio, Città Nuova, pp. 85-8)

E fatevi un applauso, che per essere peccatori Maria vi deve la sua esistenza. 


Si rende conto Chiara, del livello di superficialità di questo tipo di devozione mariana? Certo, ma proprio qui emerge il profilo manipolatorio della leader carismatica. In questa meditazione, di dieci anni successiva al "Paradiso", Chiara traccia una mirabile distinzione tra "capire" e "amare". Non importa se gli uomini non capiscono Maria: la amano; Maria "funziona" meglio perché parla alla pancia, trasmette sensazioni. 


"Pacifica come la natura", la Maria di Chiara va oltre anche la Madre ancestrale venerata in tutto il Mediterraneo: la maternità è fatta di sangue, dolore, visceralità, qui invece tutto è depurato, asettico, vergine. Maria non grida nemmeno sotto la croce, come fa la straordinaria "Donna de Paradiso" di Jacopone da Todi, che è, appunto, una povera semplice donna; soffre in silenzio, non deve perdere un grammo della sua compostezza. Del suo biancore antartico. 


Maria è accogliente perché si è svuotata, è diventata un contenitore, un vassoio: l'annullamento focolarino completo.

Le attitudini manipolatorie raggiungono il massimo livello quando si tratta di parlare ai giovani, dei quali è necessario riconoscere la volontà di contestazione per piegarla, "come celeste piano inclinato", verso i propri fini. Riportiamo per l'ennesima volta la celebre meditazione di Maria "sola", nella quale, tra la moda unisex e la voglia di viaggiare (ma Maria non usa l'autostop), emergono affermazioni particolarmente pericolose, come questa:

Lei ci insegna che la trasformazione della società non avviene attraverso una contestazione globale che sfocia nell’anarchia, ma accettando, anche se dolorosamente, quegli schemi che sentiamo superati, sapendo che da questa accettazione sofferta verrà fuori una società rinnovata. Questo il cambiamento radicale che Maria ci suggerisce.

L'accettazione "sofferta", soprattutto se da parte femminile, permette il perpetuare dell'ingiustizia, in attesa di una fantomatica palingenesi della società, rigorosamente proiettata nel futuro. Scompare, quindi, qualunque possibilità di rivendicazione, in campo femminista e non solo, in linea con una visione passiva del femminile, portato come sempre all'accoglimento, ma anche all'insincerità. Chiara non approva gli schemi che continua a mettere in atto, per non spezzare l'equilibrio con l'autorità che ritiene assolutamente di dover mantenere: non si rende conto che, di fatto, condanna se stessa e i suoi seguaci a vivere nell'ipocrisia. 

LA MEDITAZIONE SULLA DESOLATA

Costruita sulla falsariga della meditazione "Ho un solo sposo", dedicata a Gesù Abbandonato, questa seconda meditazione è molto meno diffusa tra i membri interni dei Focolari. Perché? Lo "sposo" Gesù Abbandonato è addirittura "Il segreto" che Chiara consegna ai gen, la frase "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" è scritta sul retro della loro bandiera. Nulla di simile accade con la Desolata. Il motivo sembra essere proprio quello che immaginate: il dramma della Desolata è riservato all'esperienza personale di Chiara Lubich. Nessuno come lei ha vissuto "il distacco" dalla sua Opera.

" Ho una sola madre sulla terra:
Maria Desolata.
Non ho altra madre fuor di Lei.
In Lei è tutta la Chiesa per l'eternità,
e tutta l'Opera nell'unità.
Nel suo disegno è il mio.
Andrò pel mondo rivivendoLa.
Ogni separazione sarà mia.
Ogni distacco dal ben che ho fatto
un contributo a edificar Maria.

Nel suo 'stabat' il mio stare
Nel suo 'stabat' il mio andare.
'Hortus conclusus'
e 'fonte sigillato'
coltiverò le sue virtù più amate,
perché sul nulla silenzioso di me
sfolgori la sapienza di Lei
E molti, tutti,
i suoi figli prediletti,
i più bisognosi della sua misericordia,
hanno dovunque la sua materna presenza
in un'altra piccola Maria."

Oberiberg, 20 agosto 1962

Oberiberg si trova in Svizzera, a riprova che questo testo è legato a difficoltà personali della Lubich e  ad un momento di ritiro dalla vita pubblica, anche per una semplice vacanza. Molti si sono chiesti in tono polemico quando mai Chiara sia andata per il mondo "rivivendoLa", se i suoi numerosi viaggi sono sempre stati nell'alveo degli ambienti protetti del Movimento; evidentemente tutto va inteso come quel "distacco dal ben che ho fatto": stiamo parlando del dramma di Chiara, ogni qualvolta non si sente compresa e le viene chiesto di rinunciare alla dirigenza della sua Opera, allora il testo acquista un senso. I figli prediletti sono i focolarini e le focolarine. 

LA VIA MARIAE

Ad un certo punto Chiara ha avuto una nuova intuizione: non solo il momento della Desolata, grande segreto del Paradiso '49, ma l'intera esistenza di Maria può essere campionata, per così dire, ed offerta ad esempio, non più solo per lei, ma per l'intero Movimento. 

L'interesse per la Via Mariae verrà leggermente meno a partire dagli anni Novanta, con il crollo del muro di Berlino e la diffusione della Mulieris dignitatem  di Giovanni Paolo II (1998). La necessità di agire come Maria con Elisabetta, operare in silenzio e riservare a pochi l'"annuncio" dell'Ideale, verrà sostituita dallo slogan "gridare dai tetti", realizzato nelle grandi manifestazioni pubbliche del Movimento, come il Supercongresso (1992) e il Familyfest (1993), trasmessi in mondovisione. Ma Chiara Lubich continuerà a presentare la Via Mariae come centrale nella sua spiritualità in occasione di eventi come l'Anno Mariano

E' molto interessante, in questo senso, il confronto tra l'originale presentazione "al mondo del lavoro", negli anni Sessanta, e questo discorso pubblico del 2003. Forse per la presenza di autorità ecclesiastiche in sala, si ha l'impressione che il pensiero di Chiara sia stato edulcorato, depurato dei suoi passaggi più arditi.


Scompaiono le tecniche del "farsi uno", il Magnificat e il Vangelo non sono più il "libretto" della rivoluzione, come venivano presentati ai giovani, ma Chiara non rinuncia alla sua Desolata, fermamente convinta com'è che si tratti della sua intuizione più grande. 
Ben più che corredentrice, la sua Maria è addirittura colei che autorizza la salvezza, con la generazione di Gesù e il successivo distacco da lui. Dottrine ardite che fanno ancora più effetto se, come avviene di fatto nel Movimento, la figura di Maria è associata a quella di Chiara stessa. Ma nulla di tutto ciò si ripercuote sul resto dell'universo femminile, che è assolutamente escluso da qualunque affermazione di sé.

Chiara e il suo entourage devono essere consapevoli di questo, perché al termine del tema del Congresso Mariano c'è una deliziosa manipolazione della meditazione "La voglio rivedere in te". Chiudiamo riportandola nella versione originale in cui è stata concepita; qui c'è il compendio di tutta Chiara Lubich.

Sono entrata in chiesa un giorno
e con il cuore pieno di confidenza gli chiesi:
«Perché volesti rimanere sulla terra,
su tutti i punti della terra,
nella dolcissima Eucaristia,
e non hai trovato,
Tu che sei Dio,
una forma per portarvi e lasciarvi anche Maria,
la Mamma di tutti noi che viaggiamo?».

Nel silenzio sembrava rispondesse:
«Non l’ho portata perché la voglio rivedere in te.
Anche se non siete immacolati
il mio amore vi verginizzerà
e tu, voi,
aprirete braccia e cuori di madri all’umanità,
che, come allora, ha sete del suo Dio
e della Madre di Lui.

A voi ora
lenire i dolori, le piaghe,
asciugare le lacrime.
Canta le litanie
e cerca di rispecchiarti in quelle».

(Chiara Lubich, Meditazioni, Città Nuova editrice)



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